"A presto monti", una bella signora

Una lettera ci immerge nei ricordi di Francesca Nemi. Lei aspetta il giorno in cui potrà riabbracciare il Monte Velino, trasfigurato attraverso l'immagine di una figura femminile

26 marzo 2020 - Fioccano le foto e le lettere per "A presto Monti". In tanti hanno il desiderio di condividere con noi i ricordi e l'amore per le montagne adesso che sembrano così lontante. La prima lettera è di Francesca Nemi e ci porta sul Monte Velino.

"Avrei voluto affondare il naso in quell’umido tappeto di gigli che la ricoprivano, ed emettere suoni strozzati di scoperta e gioia. Non c’erano dubbi: il calore irradiò da Lei quasi immediatamente una vibrazione, una di quelle pronte e palpabili sensazioni di rapporto che si hanno raramente nella vita.

Stavolta non c’erano incertezze, avrei vissuto le battaglie e le gioie di una difficile conquista, e tra qualche ora, con la stessa ineluttabilità della passione, sarei stata sopraffatta dalla gioia folle di quel corpo roccioso di femmina sotto il mio sguardo.

In maniera pacata ed esplorativa avrei assaporato tutte quelle esperienze fisiche che, fino a qualche anno fa, esistevano solo nella mia mente come una vasta e troppo sfogliata enciclopedia dell’avventura.
E agitavo piedi e mani. Erano preliminari confusi e un insieme di tattiche e timori spesi per quelle lunghe pareti fuse che fluivano tra le lance appuntite di quel bastione crestato di roccia.

Pura essenza del desiderio la sua roccia nuda e salda era per me un’accesso di passione, o semplicemente il mio impressionabile cervello all’età di trent’anni.

Soggiogata da un senso di godimento imminente ero in bilico tra estasi e voglia frettolosa di placare il sentimento di vetta. Nuvole cremose avanzavano quando la mia gioia traboccò e si trasformò in un rivolo che con lo sguardo inondò tutti gli spazi carnali di quella vetta.

L’enorme quantità di energia che avevo immagazzinato e la sua invasione nelle mie fantasie avevano, ora, persino il potere di spingermi oltre, quasi a cercare una qualche altra irraggiungibile meta.

Avevo stabilito tempi e ritmi della mia ascesa consentendomi che gli eventi marciassero in un’ordinata progressione fin verso l’apice. Per aumentare il piacere ero stata dunque più che disposta ad aver pazienza, e ad attendere l’arrivo alla seducente signora che si trasformò d’un tratto in un gradevole ghiacciolo. Mi ravvivò lo spirito godere di un puro amalgama di felicità fisica e spirituale. Restai in silenzio a contemplare ghiaioni e valli. Fu una vertiginosa velocità di emozioni.

Il tempo assunse la forma di quella roccia".

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