Eliski, una petizione per regolamentarlo

Necessario il divieto assoluto nei siti di interesse comunitario

Una nuova chiamata contro l'eliski è stata aperta sul sito Petizioni online. L'iniziativa nasce in seguito alla programmazione di voli turistico sciistici in valle Formazza da parte di privati privi di autorizzazione, bloccata grazie all'intervento di molti scialpinisti, guide alpine, istruttori di alpinismo del Cai, associazioni, comuni cittadini delle province del VCO, di Novara, di Varese e Milano, che hanno costituito un esteso movimento d’opinione, critico rispetto alla pratica dell’eliski secondo le modalità intensive e continuative che si andavano profilando e soprattutto anche grazie al fatto che le cattive pratiche avrebbero coinvolto “siti di interesse comunitario” tutelati da leggi europee e quindi sarebbero state sanzionabili.

La petizione sostiene in particolare il documento No eliski nel futuro della montagna redatto da un ampio movimento spontaneo di associazioni, coordinato dal Centro del sole di Legambiente. In nome e per conto dei sottoscrittori  è stato quindi chiesto a tutte le Autorità regionali e locali, ognuna per le sue competenze, che venga definitivamente regolamentata la pratica dell’eliski in tutte le zone alpine del Piemonte, con divieto assoluto nei siti di interesse comunitario, poichè si ritiene l’eliski incompatibile con la conservazione e tutela della biodiversità che detti siti sono chiamati a rappresentare, e non fruttuosa dal punto di vista della ricaduta economica.

Tra le recenti vittorie contro questa pratica nefasta ricordiamo, come annunciato in queste pagine, l'accordo sottoscritto da Mountain Wilderness grazie al quale viene di fatto vietata la pratica dell'eliski in Marmolada. Citiamo infine la bella testimonianza contro l'eliski di Michele Comi, guida alpina, sul sito stilealpino.

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