CAI Novara - Riviera ligure: il monte Mao

PARTENZA DA NOVARA 8 GENNAIO ORE 7, P.le Valentino

PARTENZA Bergeggi m. 15,00
QUOTA max Monte Mao m. 440 h 2,00’
ARRIVO Spotorno m. 5,00 h 2,00’
DIFFICOLTA’ T/E  DISLIVELLO m. 425 in saliscendi
TEMPO COMPLESSIVO h. 4,00’
ABBIGLIAMENTO Trekking
PROPOSTA B. Cerovac

Descrizione
 Una facile e rilassante passeggiata sui versanti costieri che guardano verso Bergeggi e Spotorno che permette di raggiungere la sommità del monte Mao, grandioso punto panoramico su questo tratto di costa savonese e sull’entroterra appenninico. Tutta la prima parte dell’itinerario è immersa in una fitta e ombrosa vegetazione, mentre la salita al monte Mao segue i panoramici sentieri lungo le creste che guardano verso il mare, colonizzate da una profumata vegetazione mediterranea. Nei pressi della partenza insiste la “sughereta Natte”, il bosco di querce da sughero più esteso in Liguria centroccidentale, dove sono presenti esemplari di notevoli dimensioni che raggiungono anche i 10 m. di altezza.

Percorso
Dopo il cimitero si prosegue per circa m. 750 sino a giungere ad un ampio piazzale affianco ad un ripetitore da dove ha inizio il “sentiero botanico”. Si inizia a salire lungo la sterrata che si inoltra nel bosco raggiungendo, dopo una curva a sx, una grande struttura dell’acquedotto comunale, aggirata la quale si prosegue lungo il Sentiero Botanico. Numerosi cartelli esplicativi riportano variegate notizie sulla vegetazione che si sviluppa lungo l’itinerario. Dopo un breve tratto a mezzacosta, si esce in prossimità di un piccolo casotto sulla sommità arrotondata della linea di cresta, utilizzata come punto di lancio per appassionati di parapendio e deltaplano e da dove si gode di uno splendido panorama su Bergeggi e la sua costa. Poche decine di metri più avanti, in una una grande conca, insistono i ruderi di del forte Sant’Elena, completamente distrutto nel 1921 da una colossale esplosione che fece, solo a Bergeggi, venti vittime. Ignorati i bivi di dx, si procede diritti seguendo sempre le indicazioni per il “sentiero botanico” e, dopo un breve tratto nel bosco, si raggiunge un secondo ampio piazzale di una cava ormai dismessa. Anche qui si ignorano le deviazioni a dx proseguendo verso sw lungo una stradina ombreggiata che segue il versante a mezzacosta in leggera discesa. Giunti in prossimità di una casina isolata, si lascia la stradina per salire a dx lungo un ripido sentiero (cartello “sentiero botanico”) che in breve raggiunge la linea di cresta. Ignorato un ulteriore sentiero a dx, si inizia a scendere lungo il versante opposto fino a incrociare, nei pressi di una lapide che ricorda un partigiano, una stradicciola sterrata e inerbita che andrà seguita verso sx sino a giungere in un altro piazzale di cava in disuso. Proseguendo lungo i segnavia (croce rossa e tre punti rossi) si scende in breve nel bosco fino a incrociare un sentiero che dopo poche decine di metri termina con un cancello, appena prima di una strada sterrata che sale da Bergeggi. Subito a monte si apre l’importante valico della gola di sant’Elena, un tempo attraversato dalla via romana Julia Augusta che in questo tratto abbandonava la costa per evitare le falesie del capo Vado. Dal cancello si segue in discesa verso sx la sterrata per circa m. 200 fino a giungere a un bivio a dx (indicazioni “antica via Aurelia”) che in leggera discesa attraversa un vallone con un ampio semicerchio. Raggiunto un evidente bivio a dx si abbandona il tracciato pianeggiante della via romana per salire lungo un ripido pendio (segnavia X rossa e H giallo o rossa) procedendo verso sud fino a raggiungere l’ampio crinale che sembra gettarsi a mare presso la vicina isola di Bergeggi. La sottostante antica via  Aurelia scende a Spotorno con un tracciato a mezzacosta molto panoramico e che riprenderemo al ritorno per rientrare. Il nostro sentiero invece risale l’erboso versante dirigendosi, dapprima verso W, per poi svoltare verso nord prima di arrivare su una panoramicissima anticima lungo la cresta e, successivamente , dopo una ulteriore breve salita, la vetta del monte Mao (m. 440), lungo la balconata rocciosa della montagna. Da qui avrà inizio anche il rientro, a ritroso, che ci condurrà a Spotorno, dove saremo raccolti dal nostro bus.

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