La sicurezza in montagna. Conoscere le manovre di corda per l'autosoccorso e la progressione su roccia e ghiaccio di Vidi Piergiorgio e Alimonta Adriano

L'arrampicata praticata nelle varie discipline, dalla "sportiva" in falesia, alle vie alpinistiche impegnative, passando per le vie ferrate e le ascensioni classiche, sono un grande divertimento se affrontate in sicurezza.
Il testo propone ai frequentatori della montagna alcune utili indicazioni sulla scelta dell'attrezzatura ideale e sul suo corretto utilizzo, ma soprattutto si focalizza sule manovre di corda ideali applicate nelle varie ambientazioni e sulle manovre di autosoccorso utili per garantire un buon livello di sicurezza.
Piergiorgio Vidi è guida alpina istruttore, maestro di sci, Allenatore Federale, Allenatore di Sci Alpinismo, Tecnico di Elisoccorso, Istruttore Nazionale Soccorso Alpino. Tra le imprese alpinistiche più importanti, le aperture della via Infinito Sud al Cerro Torre e di una nuova via al Cerro Mocho, e numerose altre nei Gruppi di Brenta e Presanella. Negli ultimi anni ha diretto la Scuola Nazionale Tecnici del soccorso Alpino. Per Hoepli ha già pubblicato il volume Alpinismo (2012).
Adriano Alimonta, campione italiano di scialpinismo nel 1991, maestro di sci e Guida Alpina Maestro di Alpinismo, lavora come consulente nella gestione e sicurezza di piste da sci. Dirige operativamente il Soccorso Alpino "Adamello – Brenta" ed è impegnato come Tecnico di Elisoccorso nelle basi di Trento e dell'Aiut Alpin Dolomites. Attualmente è Presidente del Soccorso Alpino della Provincia Autonoma di Trento.
L'ambiente - Il sistema sicurezza - Sicurezza sulle vie ferrate - Sicurezza in falesia (arrampicata sportiva) - Sicurezza su vie di roccia, ghiaccio e misto - Sicurezza nella progressione in "conserva" - Sicurezza nella progressione su cascate di ghiaccio - Sicurezza in discesa su roccia, ghiaccio e misto - Manovre complesse - Breve vademecum per sapere cosa fare in caso di incidente.

I sentieri della storia 36 escursioni sulle montagne cuneesi di Roberto Pockaj e Stefano Delfino

Quanti muli attraversavano il Colle di Tenda a metà del Settecento? Che mestiere faceva il caviè? Chi era il mascone? Dove porta la routo? Come è fatto un tetto racchiuso? Chi fa escursioni in montagna spesso si imbatte in tracce più o meno evidenti che rimandano ad avvenimenti e periodi storici a volte vicini nel tempo, a volte lontani migliaia di anni; tracce che hanno moltissimo da raccontare, alle quali di rado si presta attenzione.

Il libro, rivolgendosi agli escursionisti più attenti e desiderosi di approfondire la conoscenza di elementi che sono entrati a pieno titolo a far parte del paesaggio e della storia delle Alpi, affronta nove aree tematiche che spaziano dalla preistoria alle vie del sale, dalla religiosità alle opere militari, dalla dura vita nelle «terre alte» agli agiati soggiorni alpini dei Savoia. Per ognuna sono proposti alcuni itinerari di scoperta, corredati da una ricca documentazione fotografica, nelle vallate cuneesi delle Alpi Liguri, Marittime e Cozie meridionali, con qualche digressione oltre confine.
36 itinerari escursionistici, alcuni ben noti ai frequentatori di queste montagne, altri decisamente meno conosciuti, alcuni rivolti a camminatori esperti, altri perfetti per le gite in famiglia: tutti arricchiti da uno specifico approfondimento, per capire come si svolgeva una battuta di caccia reale, come si legge il quadrante di una meridiana, se esistono veramente le masche o perché si erigevano i piloni votivi.

Roberto Pockaj è nato a Genova nel 1967. Appassionato di escursionismo e fotografia, dal 2003 è accompagnatore naturalistico in Piemonte e guida del Parco delle Alpi Marittime.
Stefano Delfino è nato a Torino nel 1977. Laureato in Lettere con tesi di geografia storica alpina, è giornalista pubblicista e accompagnatore naturalistico in Piemonte. Appassionato di escursionismo estivo e invernale, socio CAI, per anni è stato collaboratore, redattore, caposervizio di giornali e riviste di cronaca locale e tematiche alpine.

Vie Ferrate in Friuli - Volume 2 - Settore Orientale

La seconda guida delle ferrate, che descrive quelle del settore orientale, a naturale completamento del volume 1 pubblicato la stagione scorsa. In tutto sono 32 itinerari con schizzi, foto, cartine e una dettagliata descrizione dell'intero percorso. Una innovativa classificazione delle difficoltà che, affrontando aspetti diversi quali la sentieristica di accesso e di rientro, la difficoltà tecnica del percorso attrezzato e la difficoltà ambientale, offre un quadro completo a chi voglia cimentarsi in una di queste salite.

Presentazione degli autori
L'idea di scrivere una guida sulle ferrate è nata alcuni anni fa e ci ha coinvolto in un lavoro meticoloso e puntuale. Gli itinerari da descrivere non potevano venir raccolti in un unico tomo, erano troppi. Tenendo come riferimento il Passo di Monte Croce Carnico, li abbiamo ripartiti su due volumi: "Volume 1 – Settore Occidentale" e "Volume 2 - Settore Orientale".

Abbiamo innanzitutto definito quali caratteristiche e messaggi valorizzare nell'impostazione e nella stesura dei testi di entrambe le guide. La nostra scelta e stata quella di prediligere, assieme a un nuovo metodo di valutazione delle difficolta, tutti quegli aspetti legati alla semplicità e all'immediatezza nell'acquisizione delle informazioni. L'esposizione schematica e la relazione dettagliata forniscono tutti gli elementi necessari per comprendere quali siano le caratteristiche salienti del percorso, permettendo così una corretta valutazione del livello di esperienza richiesto per affrontare in sicurezza l'escursione scelta.

Il tempo che abbiamo trascorso nel raccogliere informazioni, verificare gli itinerari percorrendone ogni possibile variante, scrivere le relazioni e gli schizzi, ci ha accresciuto nell'esperienza, alimentando la curiosità verso la montagna sotto tutti i suoi punti di vista, rinvigorendo lo spirito di ricerca e di studio. La nostra avventura ci ha riportato sui monti lungo gli itinerari che li attraversano pregni della storia che vi e stata scritta, ripercorrendo luoghi già visitati in un'ideale e sempre nuova linea di scoperta. Questa nuova sensibilità ci permette di stupirci ancora di fronte agli stessi panorami, ai segni della storia che ci erano sembrati insignificanti, al piacere di una nuova condivisione dell'andar per monti.

La speranza che nutriamo e di aver realizzato uno strumento che offra informazioni oggettive e precise che favoriscano un approccio attento e sicuro dell'andare in montagna al fine di godere appieno delle bellezze e delle opportunità di condivisione che questi luoghi ci offrono.

1918. Sui cieli del Grappa

1918, Monte Grappa: l’ultimo anno al fronte raccontato dall’alto, dai piloti della k.u.k. Fiegerkompagnie 66, la 66a Imperiale e regia Compagnia Aviatori.

270 foto in gran parte inedite emerse dall’archivio privato della famiglia del tenente ungherese György Nagy-Józsa e pubblicate ora da Edizioni DBS nel libro “1918. Sui cieli del Grappa”. Il volume, curato dallo storico Marco Rech, è interamente in tre lingue – italiano tedesco e ungherese – ed è introdotto dai saggi dello stesso Rech sull’attività delle truppe di aviazione imperiali e regie e di Gerald Penz, tra i massimi esperti in Austria della storia del volo nel primo conflitto mondiale. A lui – spiega Rech - si deve la redazione della storia completa della 66a compagnia aviatori sul campo di aviazione “Alle Venture” di Feltre, al tempo polo strategico perché a stretto ridosso della prima linea.

I protagonisti assoluti della pubblicazione sono però gli scatti fotografici, valorizzati dalla scelta per il libro del formato ad album 21 x 30. Una raccolta di testimonianze – iconografiche e documentali - preziosa per testimoniare azioni belliche  ma anche paesaggi e luoghi oggi perduti, e la quotidianità sospesa di ragazzi la cui vita era fragile come le ali di tela dei loro aeroplani.

Sfogliando le pagine il lettore troverà molte sorprese. A citarne alcune è lo stesso Rech nell’introduzione all’opera: “Vedere il paesaggio arcaico completamente coltivato, pochi alberi e coltivazioni fino in quota; sapere che qui c’era tanta gioventù che rischiava ogni giorno di morire; l’osservare i tanti funerali, le tombe al cimitero civile…. E gli aerei!!! E poi Feltre… in tanti luoghi ancora uguale, mentre, in altri, la si vede incredibilmente diversa da ora. Mai però mi sarei aspettato di ritrovare in foto la terribile “sìmia dal culpelà”, la scimietta, mascotte degli aviatori austroungarici, che inseguiva la banda dei monellacci, i quali la prendevano spesso pesantemente in giro, quando era legata, e che a qualcuno morse il sedere. Alla fine dell’azione, la scimmietta, paga della solenne vendetta, rientrò “alla base”. La scena è descritta nel libro “Memorie dell’anno della fame” di Giacomo Carniel, allora ragazzo di 10 anni. Ma le sorprese saranno ancora molte e notevoli per tutti coloro che avranno la possibilità di avere questo libro davanti agli occhi.

La parte scritta si è limitata ad un sunto schematico degli avvenimenti che hanno fatto entrare Feltre nella storia pionieristica dell’aviazione di guerra”.

Sulle tracce della Grande Guerra

Presentato nella Sezione di Meda del Club Alpino Italiano, un libro che unisce storia, escursionismo e fotografia. Maurizio Capobussi, caporedattore di riviste di fotografia e autore di guide escursionistiche, ha presentato martedì 7 luglio il suo libro «Sulle tracce della Grande Guerra» in sala Radio, invitato dalla sezione del Cai di Meda.

In vista del centenario della Prima Guerra Mondiale, ha elaborato un progetto innovativo: «ho voluto creare un libro che comprendesse sia elementi di storia che di escursionismo. Andare sul posto crea un forte contatto con il passato».

Nella valle di Fiemme e Fassa infatti correva la prima linea austro-ungarica all'inizio della guerra: «sono rimaste trincee e postazioni che ho esplorato in 30 escursioni con mia moglie e mio figlio, scattando circa 400 foto a uscita». Nel libro le immagini sono accompagnate da doppie spiegazioni, escursionistiche e storiche.Inoltre, Maurizio ha potuto usare una carta segreta: «Mio nonno paterno era capitano di artiglieria e aveva conservato molte carte topografiche militari originali, dove sono segnati i nomi dei soldati in ogni postazione».

Il suo libro, edito da Curcu&Genovese, è stato anche presentato al Film Festival di Trento. La Sezione Cai ha inoltre promosso il concorso «La montagna nei suoi aspetti e nelle sue stagioni»: «per festeggiare il 70° della sezione, chiediamo di interpretare la montagna attraverso l'obiettivo fotografico - ha annunciato Franco Barzaghi, presidente del Cai Meda - È aperto a tutti fino al 30 settembre. Le prime 13 foto selezionate saranno usate nel calendario 2016 del Cai».

Dolomiti: 120 itinerari circolari

120 itinerari circolari o “ad anello” per gli escursionisti, con diversi gradi di difficoltà; si spazia dai sentieri semplici a quelli più impervi, alle vie ferrate, fino ai viàz. Sono presenti itinerari anche di più giorni, che permettono di realizzare delle vere e proprie Alte Vie circolari, con l’indubbio vantaggio di avere sempre lo stesso punto di partenza ed arrivo.

GRUPPI INTERESSATI: Col Nudo e Cavallo, Dolomiti di Sinistra Piave, Clap, Siéra, Rinaldo, Peralba e Avanza, Monti del Comélico Orientale, Dolomiti di Aurónzo, Sèsto e Comélico, Antelào, Marmaróle e Soprapìs, Croda da Lago e Formìn, Tofane, Fànes, Col di Lana, Cristallo, Pèl- mo, Bosconero, Civetta e Moiàzza, Tàmer e San Seba- stiano, Prampèr e Mezzodì, Schiara, Alpi Feltrine, Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Cima Pape, Lagorai e Cima d’Asta, Cima Bocche.

Andrea Rizzato frequenta le Dolomiti come escursionista e scialpinista, unendo alla passione per la montagna quella per la fotografia. È autore di numerosi libri.

Andrea Favarato aiuto istruttore del CAI e inviato di una testata specializzata in cicloturismo, frequenta da sempre la montagna, intesa come passione a 360 gradi.

Scoprire le Langhe - A piedi tra le colline del Barbaresco, dell'Alta Langa e del Barolo

La nuova guida di Elio Sabena, Roberto Mantovani e Pietro Ramuno propone un trekking di 150 km nei paesaggi del vino piemontesi Patrimonio dell'umanità UNESCO. «Non c’è niente di più bello di una vigna ben zappata, ben legata, con le foglie giuste e quell’odore della terra cotta dal sole d’agosto. Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore».
Niente, meglio delle parole di Cesare Pavese tratte da "La luna e i falò", rende l’idea alla base del progetto "Scoprire le Langhe", la guida per turisti ed escursionisti nata grazie al progetto diStampatello, con il patrocinio della Città di Alba, la prefazione firmata da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e le interviste a Kerin O’Keefe, italian editor della rivista “Wine Enthusiast” ed a Enrico Crippa, chef stellato del ristorante “Piazza Duomo” di Alba.

Un percorso escursionistico in sette tappe: l’anello del “Bar to Bar” che parte da Alba e qui vi termina, dopo aver attraversato le Langhe dei vini Barbaresco e Barolo, passando per l’Alta Langa, dove a farla da padrone è la nocciola. A impreziosire il tutto, le oltre 200 strutture ricettive segnalate sulla guida, per fornire a chi voglia pernottare il quadro delle proposte sul territorio.

Scoprire le Langhe è un’avventura appassionante, che richiede tempo: le tradizioni, gli aspetti naturalistici, la storia, i lasciti artistici e letterari, oltre alle eccellenze enogastronomiche di Alba e dintorni. Una settimana, tuttavia, è sufficiente per coglierne almeno l’essenza, percorrendole a piedi, a passo lento.

Partendo da Alba, le geometrie dei vigneti nella terre del Barbaresco lasciano il posto a noccioleti, prati e coltivi dell’Alta Langa, per poi tornare all’incantevole scenario di filari disegnati con la precisione di un orefice e pettinati con la cura di una madre amorevole, nella zona del Barolo.

Più info qui: http://www.fustaeditore.it/it/catalogo/product_info.php?products_id=234

Rifugi alpini ed escursionistici del Trentino Occidentale

Il secondo volume sui rifugi alpini ed escursionistici del Trentino Occidentale. Il primo, quello riferito ai rifugi della parte orientale, è stato pubblicato nel 2013. In tutto il territorio provinciale vi è infatti una dotazione complessiva di 146 strutture, fra private e di proprietà associative (CAI – SAT), di cui 88 nel settore orientale e 58 in quello occidentale.

Il “confine” naturale dei due volumi è il percorso del Fiume Adige. La scelta di suddividere l’opera in due volumi è stata dettata, oltre che dal rispetto per la posizione geografica, dalla praticità nella consultazione e dal minor peso nell’effettivo utilizzo sul campo. Questo secondo volume prende in considerazione 33 rifugi alpini e 25 escursionistici del Trentino Occidentale.  La suddivisione in aree geografiche dettagliate agevola l’individuazione delle strutture e ne valorizza il contesto territoriale di appartenenza. Molta attenzione viene riservata alla toponomastica in generale. Per quanto riguarda la zona di confine con l’Alto Adige, a fianco del toponimo in italiano è stato inserito quello in lingua tedesca. Le descrizioni sono arricchite con tanti più toponimi possibili: per poter contribuire a mantenere una memoria storica e di costume che altrimenti rischia di perdersi. Queste informazioni conferiscono valore aggiunto ai territori e a chi li frequenta, nella consapevolezza di visitare luoghi con una storia da raccontare, segnati dalla plurisecolare presenza dell’uomo. Per ogni rifugio viene proposto un itinerario di avvicinamento e dal rifugio poi viene proposta una o più escursioni che potranno, a seconda dei casi, raggiungere una cima o compiere una traversata o quant’altro.

Più info qui: http://www.edizioni31.com/rifugi-alpini-ed-alpinistici-del-trentino-occidentale

Dal Passo Rolle ai Lagorai

Venti itinerari escursionistici ci guidano, attraverso una ricca rete di sentieri, alla scoperta della natura selvaggia e ancora incontaminata del Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino. Il volume è arricchito da schede storiche, dedicate agli ancora evidenti resti della Grande Guerra, e da schede naturalistiche di approfondimento sulla flora e la fauna locali.

Completano l’opera una dettagliata cartografia Kompass e un ampio apparato fotografico a colori. Gli itinerari si snoderanno fra le Valli di Fiemme, Primiero, Vanoi e Fassa raggiungendo alcune delle più suggestive cime tra cui: Cima Bocche, la Cavallazza, Cima Colbricon, Cima dei Paradisi, Cima Setole e Monte Croce.

  • Titolo: Dal Passo Rolle ai Lagorai
  • Autore: M. Busana A. Manzan
  • Editore: Itinera progetti editore

Itinerari al fronte sui sentieri della Grande Guerra di Mario Peghini

70 itinerari, 273 pagine, decine di immagini a colori e foto storiche, molte indedite; un testo agile, arricchito da alcune schede di approfondimento storico. È questa in sintesi la carta d'identita di questa elegante guida edita da ViviDolomiti che si propone di superare i limiti di una produzione molto legata ai singoli contesti locali.
Con l'entrata in guerra dell'Italia la frontiera politica tra il Regno e l'Impero venne trasformata in un immenso fronte. Gli sforzi principali furono concentrati lungo l'Isonzo ma, nel contempo, una lunga trincea di pietra e ghiaccio attraversò le Alpi, le Prealpi e le Dolomiti, tra il Passo dello Stelvio e quello del Tarvisio.

Il pesante apparato tecnologico della modernità risalì le vallate su entrambe i versanti, distruggendo i delicati equilibri costruiti nei secoli dalla civiltà contadina, e invase gli spazi incontaminati delle vette. Le montagne vennero prese d'assalto grazie all'ardimento di pochi alpinisti e al lavoro di migliaia di soldati-minatori che attrezzarono le pareti più inaccessibili con scale, cordini di acciaio, ponti sospesi; pesanti cannoni furono issati sulle cime con il sacrificio degli uomini e la forza degli animali; le radure vennero urbanizzate costruendo numerosi villaggi d'alta quota, abitati di migliaia di soldati; gigantesche teleferiche collegarono le prime linee con le stazioni delle ferrovie del fondovalle; centinaia di chilometri di strade raggiunsero le alture più impervie e gli alpeggi più isolati.
Nel volgere di pochi mesi il volto della montagna cambiò per sempre e insieme si modificò il modo di guardare gli spazi dell'altitudine.

“La Guerra Bianca - scrive Enrico Camanni - si mangiò vite, sentimenti e speranze come ogni altra macchina di guerra", ma, chiarisce l'Autore della prefazione al volume, la "vera differenza la fece la montagna, che impose il suo codice ambientale sulle ragioni del conflitto”.
L’idea di potersi spingere fino al limite dell’impossibile, ignorando la conoscenza dei luoghi, dovette tragicamente fare i conti con la Natura, terzo potente esercito in campo e le numerose testimonianze di intellettuali quali Musil, Ungaretti, Lussu, Trenker, ma anche di semplici soldati, lo confermano.

Le Alpi Retiche, i giganti di ghiaccio dell'Ortles, dell'Adamello, del Cevedale, della Marmolada, i laghi di Idro, Ledro e Garda, i Monti Baldo, Zugna e Pasubio, gli Altipiani dei Cimbri, la catena del Lagorai, le Dolomiti, le Alpi Carniche e Giulie sono un museo a cielo aperto ricco di storia e i percorsi proposti nella guida lo attraversano per intero. 70 itinerari rivolti a pubblici differenziati: dalle ascensioni per alpinisti esperti, alle escursioni per turisti allenati; dalle passeggiate in famiglia, fino ai trekking urbani, inseriti pensando alle gite scolastiche. 'Avventure' da affrontare a piedi, principalmente, ma anche in bici e con le racchette da neve (ciaspole).

Come Pollicino, si è indicato il cammino più sicuro verso la meta, cercando, nel contempo, di seminare briciole di conoscenza, per aiutare gli escursionisti a visitare i luoghi del conflitto con maggiore consapevolezza e per questo nel testo sono inserite delle brevi schede che si propongono di approfondire alcuni aspetti di questa 'guerra nella guerra': l'impiego degli animali, la costruzione dei forti, il ruolo delle donne e degli alpinisti, l'entusiasmo interventista dei futuristi e la tenace difesa della Heimat da parte delle guide alpine della Val Pusteria.

Con questi percorsi si è cercato di raccontare la guerra di montagna senza alcuna retorica scommettendo sul fatto che alla fine il lettore, oltre ad aver soddisfatto il piacere di nuove scoperte, avrà anche acquisito un nuovo sguardo sul grande evento che ha tragicamente ‘tenuto a battesimo’ il Novecento.

Alla guida sono stati concessi il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e quello della Fondazione Dolomiti – Dolomiten – Dolomites – Dolomitis UNESCO.

Maggiori info: http://www.vividolomiti.it/pubblicazioni/collana-mountain-geographic/itinerari-grande-guerra-detail

I guardiani del silenzio

Andrea Contrini di Rovereto (TN) ci segnala il suo recente libro fotografico I Guardiani del Silenzio (Edizioni Osiride), incentrato sulla Prima guerra mondiale, spesso ricordata come una guerra di trincea. Ma quella che si svolse sulle montagne dei Grandi Altipiani Trentini e dei Sette Comuni tra il 1915 ed il 1916 ricorda di più una battaglia navale, dove i mari erano distese di boschi e le navi erano fortezze di cemento armato. E oggi, come relitti sul fondo del mare, le vestigia di guerra sono immerse nella quiete e nel silenzio dei monti.

I Guardiani del Silenzio è un viaggio fotografico alla scoperta delle fortezze austro-ungariche ed italiane in Trentino e Veneto. Un racconto per immagini dove lo scorrere del tempo ha trasformato i baluardi della guerra in luoghi di pace; tra postazioni dove si percepisce ancora l’angoscia che sconvolse i combattenti e su scenari di montagna in cui la natura avvolge le antiche ferite.

Il libro nasce dalla passione dell'autore per la fotografia e per la storia ed è il risultato di quattro anni di impegno.
La prefazione è a firma dello storico Antonio Gibelli ed i testi a cura del ricercatore Fernando Larcher. Il volume è interamente in lingua italiana, tedesca ed inglese.

Si possono vedere alcune foto a questo indirizzo:
http://www.andreacontrini.com/#!i-guardiani-del-silenzio/c4d5