Guida ai rifugi del Trentino

Guida ai 152 rifugi escursionistici ed alpinistici del Trentino, con la segnalazione e breve descrizione delle altre strutture e di alcuni bivacchi. Di ciascun rifugio è riportata la foto, una scheda con i dati essenziali: gruppo montuoso, località, quota, gestore, proprietà, telefono, sito internet, apertura, posti letto (eventuale locale invernale); poi una descrizione con la storia del rifugio, gli accessi consigliati, le cose notevoli da vedere, le escursioni e le ascensioni che si possono intraprendere dal rifugio. I rifugi sono organizzati per gruppi montuosi.

All’inizio della guida, un’introduzione con indirizzi utili, consigli “Prima di partire”, un “galateo” su come comportarsi sul sentiero e nei rifugi, e note sulle difficoltà escursionistiche.


"sfogliando questa nuova e bella pubblicazione di Marco Benedetti e Riccardo Decarli noto il rinnovato interesse per i rifugi,i nostri amati rifugi.Qualcuno si e' accorto,o forse meglio, si e' ricordato che quassu',ai piani alti,esistono i primi (storicamente) rappresentanti dell'accoglienza trentina,l'ultimo anello della catena turistica, la nostra maggiore risorsa.

Questo mi fa' piacere e credo di condividere il sentimento dei 145 colleghi gestori che ho l'onore di rappresentare.La guida e' ben fatta ed offre all'escursionista tutte le informazioni necessarie per una gita in sicurezza e senza sorprese,pregevoli cenni storici delle strutture,gli accessi consigliati,cosa vedere nei paraggi, incluse escursioni ed ascensioni dal rifugio preso in considerazione.Preziosi ed utili consigli "prima di partire" e ottime note sul galateo; la montagna e' anche occasione di socializzazione e maestra di vita.A questo punto non resta che prendere il tempo necessario ,scegliere il grado di difficolta' alla nostra portata,preparare lo zaino e partire.Ogni rifugio ha un gestore pronto ad accogliere"

Ezio Alimonta associazione rifugi del trentino

Alpi Apuane: ferrovie e sentieri

Questo libro non vuol essere una semplice guida escursionistica né alpinistica (di questo tipo di guide ce ne sono già molte in commercio), ma vuol raccontare le Alpi Apuane viste da una prospettiva diversa, un po’ particolare, quella dei trasporti con alcuni aspetti storici, economici e sociali.


Il libro inizia con un viaggio recente sul treno della Garfagnana sulla linea Lucca Aulla, descrivendo l’ambiente caratteristico e suggestivo dove passa la ferrovia,tra l’Appennino e le Alpi Apuane.
In seguito è raccontata la scoperta delle Alpi Apuane con brevi riferimenti storici e culturali. Un breve capitolo è dedicato a raccontare come camminare possa servire a conoscere la storia e magari aiutare a spiegare anche il perché di certe situazioni attuali.

Successivamente c’è una sintesi della storia marmo ed il suo trasporto. Il breve approfondimento sulla tecnica della lizzatura serve per introdurre i percorsi escursionistici che si svolgono su queste vecchie vie del marmo. É presente un accenno al mondo poco conosciuto delle miniere dell’alta Versilia. Alternati agli itinerari ci sono alcune leggende che raccontano di storie lontane.


La descrizione complessiva segue un ideale senso antiorario iniziando dalla zona di Carrara con la sua ferrovia marmifera. I capitoli che riguardano le singole ferrovie sono corredati degli aspetti tecnici e foto d’epoca.
L’inizio è con la storia degli eventi che hanno fatto nascere e morire la Ferrovia Privata Marmifera di Carrara (FMC). Tre percorsi escursionistici nell’area consentono di conoscere l’area più settentrionale delle Apuane. Come nel resto del libro, la descrizione di ogni itinerario è preceduta da un’introduzione per inquadrare l’ambiente e il contesto storico di riferimento. In questa prima zona è menzionata la mastodontica teleferica del Balzone nella zona di Vinca ed altri particolari. Non ci sono percorsi specifici sulle tracce della dismessa ferrovia di Carrara in quanto l’area estrattiva è tutt’ora attiva e la sede ferroviaria è l’attuale strada dove passano gli autocarri con il marmo. I percorsi descritti permettono comunque di vedere comunque l’ambiente dove passava la ferrovia e le cave nel loro insieme.


All’entroterra di Massa è dedicata la seconda parte. La storia della Tramvia di Massa e della via Vandelli con la descrizione di cinque itinerari escursionistici, permettono di entrare nell’intimo di queste profonde ed anguste valli tra Forno e Resceto.
In questa zona sono presenti le vie di lizza più lunghe ed impressionanti delle intere Alpi Apuane dove furono sviluppate soluzioni tecniche particolari. I vari percorsi che vanno dalla ripida lizza del Padulello a quella singolare della Monorotaia oppure sulla lizza delle Gruzze, consentono di conoscere un ambiente particolare con la vita e le difficoltà di chi vi lavorava.


Nell’alta Versilia compresa tra la Pania e l’Altissimo passava il trenino delle Tramvie Elettriche Versiliesi (TEV, che però a differenza del nome, non è mai stata a trazione elettrica). Un racconto di Fosco Maraini introduce la descrizione della storia della tramvia che, nata per servire i bacini marmiferi intorno al monte Altissimo, funzionò anche per il trasporto delle persone. In seguito sei itinerari nella zona raccontano storie e ambienti spettacolari che vanno dalle cave storiche dell’Altissimo poste in luoghi apparentemente inaccessibili, come la Tacca Bianca, ai luoghi geologici singolari come le Marmitte dei Giganti fino alle tracce degli ultimi ghiacciai apuani ed concludendo con un percorso su quella che probabilmente è stata l’ultima via di lizza realizzata sulle Apuane tra Levigliani ed il Corchia. Un itinerario è dedicato alla Linea Gotica durante la seconda guerra mondiale e agli eventi dello sfondamento del fronte sulle Versilia. “Per non dimenticare” è dedicato un breve riferimento ai tragici eventi di S. Anna di Stazzema.


Non molti sanno che nell’alta Garfagnana in particolare oltre Piazza al Serchio esisteva un complesso sistema viario
composto da funicolari e ferrovia (Ferrovia Marmifera Nord Carrara – FMNC tra Gramolazzo, Gorfigliano e Nicciano).
Per conoscere questa zona sono descritti tre itinerari caratteristici da poter fare utilizzando il treno della linea ferroviaria Lucca Aulla per gli spostamenti (treno trekking).


Tutti gli itinerari sono stati ideati e percorsi personalmente dall’autore. Sono di varia difficoltà soddisfando sia
l’escursionista meno preparato che quello più esigente.


Nel volume sono presenti le spiegazioni tecniche relative alle difficoltà e le avvertenze per frequentare la zona con la
necessaria sicurezza. Inoltre sono indicati i riferimenti sui trasporti locali, i punti di appoggio e rifugi con i centri di
accoglienza del Parco delle Apuane ed altre notizie ritenute utili.
Il testo è corredato di foto a colori dell’autore, carte schematiche

Passeggiate sulle montagne del Biellese

Una guida che unisce la descrizione dell'Alta Via delle Alpi Biellesi a quella dei 52 itinerari suddivisi tra le valli Elvo, Oropa, Cervo e Sessera.

La prima parte è dedicata al panoramico trekking parzialente alpinistico della durata di 5 giorni (o suddiviso in 5 tappe) che percorre il cerchio di montagne sovrastanti la città di Biella ed è in grado di soddisfare le esigenze degli escursionisti più esperti e allenati.

Seguono i 52 itinerari divisi per valli, molto vari per la difficoltà, tempi di percorrenza e dislivelli: da quelli più semplici, che si svolgono a bassa quota e possono essere percorsi praticamente tutto l'anno (anche in inverno con le ciaspole), a quelli piùimpegnativi e riservati alla bella stagione.

Un utile strumento per approfondire la conoscenza delle montagne biellesi ed esplorarne le zone più affascinanti.

Gli anfibi e i rettili delle Alpi

Gli anfibi e i rettili sono tra le specie più elusive e difficili da osservare tra quelle che popolano la catena delle Alpi: nei loro confronti l’uomo ha sempre avuto un atteggiamento ambivalente, in bilico tra paura e fascinazione. Questa guida si propone come un valido strumento per andare alla scoperta di un mondo animale sorprendente e misterioso e per comprendere i diversi problemi che sempre più spesso compromettono la sopravvivenza di molte delle specie che ne fanno parte.

Il volume, rivolto ad appassionati ed escursionisti, descrive le 41 specie di anfibi e rettili osservabili sull’intero arco alpino. Con taglio divulgativo – ma aggiornato e rigoroso dal punto di vista scientifico – la guida fornisce al lettore gli elementi fondamentali per identificare in modo corretto non solo gli esemplari adulti, ma anche le larve, le uova e gli animali negli stadi giovanili. Grazie al vasto apparato iconografico (oltre 250 foto realizzate da professionisti di diversi Paesi europei), per ogni specie vengono illustrati gli aspetti particolari del comportamento e della biologia, gli habitat tipici, gli stadi larvali e giovanili, le diverse sottospecie.

Cartine e grafici inquadrano la distribuzione geografica e altimetrica, le preferenze ambientali e i periodi in cui è possibile l’osservazione diretta, corredando ogni scheda di informazioni utili per chiunque voglia saperne di più sugli anfibi e i rettili delle nostre montagne.

Undici anelli nelle Dolomiti

E’ da pochi giorni disponibile nel catalogo di Amazon.it “ Undici anelli nelle Dolomiti ”,una pubblicazione agile, tascabile ed economica che propone undici percorsi circolari per scoprire, in bicicletta, le montagne più belle del mondo.


Dolomiti di Brenta, Sassolungo e Sassopiatto, Odle, Sella, Catinaccio. E ancora Pale di San Martino, Dolomiti di Sesto, Cristallo e Tofane. Le spettacolari Dolomiti, patrimonio Unesco, percorse in sella ad una bicicletta. Undici itinerari per chi ama pedalare e guardarsi attorno senza l'assillo del cronometro e della prestazione. Otto itinerari su fondo misto – un po' asfalto, un po' sterrato – due itinerari su strada ed un itinerario completamente in fuori strada. Tanta fatica ma anche tante soddisfazioni!

Corredata da preziose fotografie, un vero e proprio invito al viaggio, le cento pagine del testo offrono una descrizione dei percorsi ed anche i profili altimetrici delle principali asperità.


Paolo Reale ha condensato in queste pagine parte di una pluriennale esperienza come responsabile di www.cicloweb.net e come curatore di diverse rubriche dedicate al divertimento all'aria aperta.


Inoltre, caso più unico che raro, rimane a disposizione di chiunque abbia acquistato il libro per fornire ulteriori dettagli, consigli e curiosità tramite la pagina web dedicata a chi acquisterà la pubblicazione.

52-12: un anno di weekend lontani dai luoghi comuni

E’ da pochi giorni disponibile nel catalogo di Amazon.it “ 52-12 un anno di weekend lontani dai luoghi comuni ”, una pubblicazione agile, tascabile ed economica (in tempi dicrisi!) che si propone di essere un invito alla scoperta ed alla valorizzazione dei tanti piccoli segreti della nostra Penisola.

Dedicata all’Italia settentrionale, percorsa dalla Valle d’Aosta all’Emilia Romagna, dal Friuli Venezia Giulia alla Liguria, questa prima edizione suggerisce cinquantadue mete per una giornata fuori porta. Una destinazione per ogni weekend dell’anno, avendo anche cura di suggerire la migliore stagione per ogni visita.

Corredata da preziose fotografie, un vero e proprio invito al viaggio, le cento pagine del testo propongono passeggiate con gli scarponi ai piedi e dolci pedalate su fondo pianeggiante ma anche giornate più “contemplative”, tra merende e visite culturali.

Paolo Reale ha condensato in queste pagine parte di una pluriennale esperienza come responsabile di due siti web dedicati alla bicicletta, al turismo minore, all’escursionismo ed alle racchette da neve (www.cicloweb.net e www.ciaspole.net) e come curatore di diverse rubriche dedicate alle stesse tematiche.

Inoltre, caso più unico che raro, rimane a disposizione di chiunque abbia acquistato il libro per fornire ulteriori dettagli, consigli e curiosità tramite la pagina web dedicata a chi acquisterà la pubblicazione.

Non resta dunque che tuffarsi nella lettura delle schede di “52-12 un anno di weekend lontani dai luoghi comuni” e programmare il prossimo fine settimana!!!

Escursioni nel Tarvisiano - dal taccuino degli appunti di Fabio Paolini

Il Tarvisiano comprende un territorio montuoso ideale per svolgere attività escursionistica a tutti i livelli. Le propaggini orientali delle Alpi Carniche e la parte iniziale delle Caravanche si presentano con rilievi dalle pendenze gentili, ricoperti da boschi e pascoli ben curati e da una rete di mulattiere e piste forestali che consente a tutti di raggiungerne tranquillamente le spianate sommità.

Le Alpi poi, qui rappresentate dai maggiori gruppi delle Giulie occidentali, mostrano una così grande varietà di ambienti, da stimolare l’interesse di tutti gli appassionati di montagna, come peraltro sta avvenendo fin dagli albori dell’esplorazione turistica. Con queste parole, Fabio Paolini inizia a descrivere con precisione e dovizia di particolari 46 itinerari escursionistici nelle montagne del tarvisiano; 500 km di sentieri che portano a superare oltre 35.000 metri di dislivello in salita.

Ogni itinerario è introdotto da una pagina tecnica contenente planimetria, altimetria e dati salienti. Un gran numero di fotografie e di inserti tematici completano la guida di Paolini, autore di numerose guide naturalistiche, tra le quali “Trois”, terza classificata al premio letterario Leggimontagna edizione 2010.

Il richiamo dei sogni

Quando ho aperto questo libro, che l'editore mi aveva preannunciato molto interessante, ho per prima cosa visto l'introduzione di Mirella Tenderini e per me questo valeva già una presentazione importante e di valore, lei non si compromette a scrivere la prefazione a chicchessia, solo per motivi commerciali, deve credere in chi presenta; questo capitolo iniziale mi ha subito entusiasmato e mi sono tuffato nella lettura e il risultato è che penso di aver letto uno dei libri più belli, a mio giudizio, da quando ho iniziato a fare recensioni e siamo a quota oltre 1700!    

Penso di poter dire che Orlandi non ha scritto un libro che parla e descrive montagne, ma parla di Montagna, quella con la M maiuscola, ci si poteva aspettare la descrizione delle sue fantastiche prima salite in Dolomiti di Brenta o sul Cerro Torre, ma così non è, queste montagne ci sono tutte, ma non le relazioni delle sue vive, per quelle lui ha disegnato degli schemi molto belli, ma nell'opera c'è ben altro.    

Troviamo qui un quaderno dell'anima, a partire dall'infanzia con la fierezza e il rispetto delle proprie origini montanine, un sentimento che attraversa tutto il libro, come filo conduttore e poi gli affetti per la famiglia, gli amici, l'ambiente, tutto insomma.    

Lui ci parla del suo mondo, della montagna, della gioia di salire, del bene prezioso dell'amicizia e della condivisione, dei valori della famiglia, ci illustra la filosofia del salire in alto, e tutto senza cadere nella noia in cui spesso incorrono certi filosofi, ma qualcosa ha omesso di scrivere: le pagine dolorose, quelle che spesso nei libri aiutano molto a vendere copie e anche lui ne avrebbe avute, episodi che rendono quest'uomo ancora più Uomo, ma sono fatti intimi, personali, da non dare in pasto ai lettori, Elio grazie anche per questo...

Fonte: alpinia.net

Sali un Ottomila con Gnaro Mondinelli

Il volume, scritto da Enrico Dalla Rosa al seguito di Silvio “Gnaro” Mondinelli, contiene il dettagliato racconto di una tipica spedizione alpinistico/commerciale per la conquista di un Ottomila.

La montagna scelta è il Manaslu, una delle mete predilette dai cacciatori di Ottomila, perché pur essendo impegnativa, se salita per la via normale può essere un obiettivo raggiungibile anche per l’amatore di alto livello che vuol mettersi alla prova in un ambiente estremo.

In questo libro si incontrano tutti i “protagonisti” di una spedizione: gli alpinisti, i loro compagni sherpa e il personale alle agenzie che organizza la logistica. Si scopre come nasce una spedizione commerciale e quali sono le difficoltà e gli imprevisti che si possono incontrare. Ma si capisce anche e soprattutto la gioia che si prova nell’arrivare in vetta.

Carte e guida dell’Alta via dell'Appennino da Genova a Rimini

Un’Alta Via nuova che unisce il Tirreno all’Adriatico, utilizzando la sentieristica segnata da CAI e FIE, ideata e minuziosamente descritta da Paolo Cervigni, che ha all’attivo una decina di belle e precise guide sulle Dolomiti e gli Appennini.

La guida, divisa in due volumi per renderla più tascabile, comprende le prime 26 tappe che uniscono in 437 chilometri il capoluogo ligure a Fanano sull’Appennino modenese, mentre il secondo volume, che verrà stampato entro la fine dell’anno, comprenderà le altre 24 tappe necessarie a raggiungere la città più nota della riviera romagnola con più di 800 chilometri di sentieri.

Il libro, pubblicato dall’Escursionista Editore di Rimini, stupisce per la puntuale descrizione dei sentieri, per le 27 cartine (tutte in scala 1:50.000) all’inizio di ogni frazione e per tutti i dettagli che servono all’escursionista che vengono precisamente forniti, fatti che consentono di partire senza bisogno di altri supporti. A corredo dei testi si trovano approfondimenti sulle emergenze che l’autore va a scovare deviando da un più breve itinerario possibile, ma che costituiscono uno delle prerogative del libro che vuole far conoscere all’escursionista i luoghi più belli dell’alto Appennino settentrionale.

La suddivisione dell’itinerario in tappe brevi, mediamente di 4-6 ore di marcia, la sosta alla sera presso strutture gestite (vengono citati tutti i rifugi, bar ristoranti e alberghi, con relativi contatti, che si trovano lungo il percorso) di cui la metà nei paesi più alti, i sentieri facili, sono caratteristiche che rendono l’Alta Via adatta alla maggioranza degli escursionisti che possono frazionarla anche in mini trekking da due a sette giorni utilizzando i mezzi pubblici (anch’essi citati) che raggiungono 15 su 26 posti tappa.

Se si pensa che l’Alta Via dell’Appennino possa essere simile a qualche altro itinerario ci si sbaglia di grosso, basta sfogliare le prime pagine dell’elegante guida, ricca di foto e graficamente sobria che dettaglia un magnifico percorso mai proposto, che non ha nulla da invidiare a più blasonati trekking italiani, che fa scoprire sentieri e luoghi impensabili, che senza questa prezioso supporto certamente non avremmo mai scovato.

PASSIONE VERTICALE: settanta arrampicate sulle dolomiti più selvagge

Se cercate una guida alle arrampicate di moda questo non è il libro che fa per voi. “Passione verticale. Settanta arrampicate scelte in Dolomiti”, da oggi nelle librerie di tutto il Triveneto per i tipi di DBS Zanetti, è dedicato alle ascese meno note, su tracciati insoliti e selvaggi, dove la sfida alla conquista delle cime va di pari passo con il brivido di essere tra i pochi ad averla compiuta.

Gli autori sono quattro appassionati scalatori delle vette Dolomitiche: Pierangelo Verri, Liana Chiodero, Lucio Faccin e Aldo De Zordi, tutti veneti e residenti nella zona del trevigiano e del feltrino.

“L’obiettivo – spiegano – è di far scoprire attraverso la nostra esperienza gli itinerari più ricchi d’avventura delle Dolomiti: quelli meno noti, quelli della porta accanto. Spinti da questa idea comune è iniziato un lavoro di ricerca, di ripetizioni, di nuove aperture per giungere poi alla messa su carta. Il tutto con il piacere di trasmettere ad altri le nostre idee ed i nostri “gusti” in fatto di arrampicata, di alpinismo”.

Le salite interessano tutto l’arco dolomitico: Alpi Feltrine, Monti del Sole, Schiara, San Sebastiano, Pale di San Martino, Pale di San Lucano, Moiazza, Dolomiti di Zoldo, Civetta, Pelmo, Antelao, Dolomiti Ampezzane, Catinaccio, Gruppo del Sella, Sassolungo, Alpi Carniche. Ogni itinerario comprende una scheda tecnica con grado di difficoltà, dislivello, sviluppo e tempo di salita, la descrizione del percorso con punti di partenza, accesso e note sulla discesa, foto della parete con il tracciato presentato e schizzo della stessa per aiutare meglio a comprendere dove e come sale la via utilizzando la simbologia UIAA classica e gradando per tiro senza tralasciare i singoli passaggi.

Ad accompagnare queste informazioni sono i racconti delle salite compiute dai quattro autori: un modo per condividere con il lettore l’emozione della salita e per affermare, una volta in più, l’incomparabile piacere di uno sport che è autentica sfida dell’uomo a se stesso. Come affermano infatti gli autori, citando Royal Robbins, “Scalare non serve a conquistare le montagne, le montagne restano immobili, siamo noi che dopo un’avventura non siamo più gli stessi”.

Val Grande: storia esplorativa dei territori sconosciuti

Questo libro di Ivan Guerini, privo di indice perchè va “esplorato”, è differente dalle pubblicazioni a indirizzo prettamente tecnico o rurale con le quali la Val Grande è stata ricorrentemente trattata, racconta l'esplorazione dei suoi territori sconosciuti e la storia alpinistica là vissuta che lo scorrere del tempo aveva ridotto a esigue tracce nei luoghi e ad esili citazioni letterarie.

Fa riflettere sulla natura territoriale, coinvolge con i racconti di coloro che in quei luoghi hanno vissuto esperienze disparate, descrive con disegni a colori l'esplorazione verticale delle pareti della Val Pogallo e dall'Alta Val Grande, focalizzando la caratteristica principale di quel territorio: la condizione sconosciuta che sempre riserverà punti inacessibili.

Trovare un faro in montagna è inusuale, eppure la Val Grande rappresenta un “faro di significati”, un riferimento sostanziale nella relazione con il mondo naturale.
Oggi che si è instradati nel mondo naturale, dove il fiume della maggioranza ignara e consenziente si arresta al traguardo del proprio livello preferenziale, penso che le esperienze mirabili là vissute, irte di soddisfazioni insidianti, di trabocchetti di gioia, di fatiche interminabili, di emozioni travolgenti e di sensazioni ferali, hanno salvaguardato la percezione esplorativa del fascino allettante del mondo omologato.

Proprio in quel luogo, compresi come esplorare significhi fare “cose mai fatte” e in quanto tali irripetibili che si possono solo raccontare, accorgendomi che il perenne rinnovarsi dell'esperienza vissuta è pari a un “arrivederci” che “mai diviene addio”.

E' probabile che i lettori simpatizzanti dei cartelli metallici, dei sentieri segnalati e delle pareti attrezzate abbandonino questo libro sullo “scaffale dello scetticismo”, viceversa chi fosse incuriosito dai mestieri scaturiti da tutto ciò che circonda il sentiero della consuetudine riconoscerà in lui, anche a distanza di anni, un amico fraterno di preziose riflessioni.

 Carlo Alberti, l’editore verbanese che in un primo tempo aveva creduto fermamente alla realizzazione di questa impegnativa pubblicazione e aveva deciso di diffondere la notizia dell’imminente uscita del libro, nel marzo 2012 decise di non proseguire nel progetto: temeva che, vista la contingenza economica poco felice, i ricavi non ripagassero i costi.
Trovare un altro editore nella stessa zona poteva creare problemi… diplomatici, a parte la sensazione che anche lì le “cose locali” siano pubblicate preferibilmente dai “locali”.
In verità, l’atteggiamento degli alpinisti locali che avevo conosciuto era stato diverso e molti, che mi avevano offerto con entusiasmo il loro contributo, rimasero male nell’apprendere che il libro, per il momento, non sarebbe stato pubblicato.
I tentativi di persuadere Alberti, miei e di altri, rimasero infruttuosi: nonostante il lavoro fosse ormai quasi ultimato, ma non ci fu modo di convincerlo.
Non mi restava altro che rifare tutto da capo e senza i mezzi tecnici di impaginazione adeguati, necessari a ricostruire almeno un “menabò virtuale” del libro, che facesse da “guida in linea” a chi mai avesse dovuto impaginarlo. Nel frattempo ne parlai con Andrea Gaddi di Alpine Studio, che rimase entusiasta: nemmeno lui comprese perché Alberti avesse deciso di accantonare il progetto.
Ora che il libro è andato, ringrazio chi ci ha creduto e spero che possa piacere anche a chi non ci credeva più.

Social Trekking

Esiste un turismo dei sentieri, delle emozioni, dell’incontro: è il social trekking. 36 proposte per camminare insieme e fare rete in Italia e all'estero. Passeggiate, weekend o viaggi veri e propri per immergersi nella natura e vivere in modo più autentico i luoghi di vacanza, fermandosi a conoscere chi li abita.

Questo libro raccoglie alcune tra le proposte più belle per gli appassionati di cammino, ma anche per chi, stufo delle solite vacanze, vuole accostarsi in modo diverso al viaggio, alla natura, alle culture locali.

A piedi, in Basilicata, per un bagno nelle acque cristalline di Maratea e una visita alle comunità arbërëshe, con i suoi
antichi riti albanesi. O sulle scogliere della Sardegna, alla scoperta di una natura selvaggia e affascinante, ma anche delle donne che inventano piccole economie per fermare l'emigrazione.
Dalla val Grande alle colline del Maramureş, in Romania, dalla Via del Ferro etrusca alla Ciudad encantada, in Spagna: passeggiate, weekend o viaggi veri e propri per camminare in compagnia. Con tutti i recapiti e le informazioni utili delle associazioni che organizzano le escursioni, le realtà che accolgono sul cammino, i posti caratteristici dove dormire e mangiare. Inoltre, consigli di lettura, film, musica e risorse web per prepararsi a ciascun viaggio.

Alessandro Vergari, guida escursionistica, è uno dei fondatori della cooperativa Walden Viaggi a Piedi ed è tra gli ideatori del movimento del Social Trekking.

Rifugi alpini ed escursionistici del Trentino Orientale

Questo libro colma quello che al momento è un vuoto importante: non si trovano in commercio pubblicazioni che elenchino e descrivano sia i rifugi alpini che quelli escursionistici del Trentino. In tutto il territorio provinciale vi è infatti una dotazione complessiva di 146 strutture, fra private e di proprietà associative (CAI - SAT), di cui 88 nel settore orientale e 58 in quello occidentale.

Questo primo volume prende in considerazione i rifugi del Trentino Orientale. Il piano dell’opera prevede la pubblicazione nel 2014 di un secondo volume relativo a quelli presenti nel Trentino Occidentale.
La suddivisione in aree geografiche dettagliate agevola l’individuazione delle strutture e ne valorizza il contesto territoriale di appartenenza. Molta attenzione viene riservata alla toponomastica ladina, cimbra e mochena.

Queste informazioni conferiscono valore aggiunto ai territori e a chi li frequenta, nella consapevolezza di visitare luoghi con una storia da raccontare, segnati dalla pluri-secolare presenza dell’uomo. Per ogni rifugio viene proposto un itinerario di avvicinamento, nato sul campo e scritto con l’esperienza appassionata, prima che con la penna. La sempre apprezzata cartografia Trekkart a corredo rende agevole e immediata l’individuazione del percorso e l’orien-tamento generale.

Il guerriero dell’Est

Igor Koller è il più famoso alpinista slovacco, la ex Cecoslovacchia e poi Slovacchia, ha dato ottimi alpinisti, certamente non ai livelli dei polacchi, veri maestri specialmente delle scalate himalayane.

Igor è un grande scalatore su roccia, pioniere del free-climber e del boulder, innovatore di queste tecniche di scalata, il cui nome è indissolubilmente legato alla mitica salita della Via attraverso il Pesce, prima via di 7° delle Alpi sulla parete sud della Marmolada.

Anche Koller, come i polacchi, ci fa conoscere un alpinismo "povero", senza attrezzature da fantascienza, ma spesso autocostruite e abitudini molto parche e spartane, potremmo dire eroico... sotto la sua guida molti slovacchi e cechi hanno potuto misurarsi sulle Dolomiti e conseguire ottimi risultati.

L'autore ben difficilmente avrebbe portato a compimento la sua scalata forse più impegnativa, cioè la scrittura di questo libro, senza la lungimiranza dell'editore di alpine Studio, Andrea Gaddi e la caparbia costanza di Luca Calvi, conoscitore di una miriade di lingue e appassionato di montagna.

Calvi lo ha braccato e aiutato a raccogliere diari e ricordi e a coordinarli, dando luogo a quest'opera che ci fa conoscere uno straordinario talento e una personalità umana di tutto rispetto.

Fonte: alpinia.net

Onde di Pietra – 100 vie di arrampicata a Est di Finale

La Liguria viene, a torto, spesso considerata solo come una regione di mare, tralasciando di considerare che è la regione con più montuosità in Italia, Valle d'Aosta esclusa e l'unica ad avere l'origine e lo sviluppo di entrambe le catene montuose che ornano la nazione: Alpi e Appennini.

Questa regione ha anche la particolarità di avere molte pareti che si ergono direttamente dal mare, o da molto vicino ad esso, rendendo così l'arrampicata molto singolare e soddisfacente anche per i panorami e il teatro in cui si svolge.

Ben si capisce il titolo: Onde di pietra, onde che si innalzano dal mare verso il cielo, le vie descritte sono ben 1000 a est di Finale, che è il mitico Equatore dell'arrampicata ligure, sono falesie e pareti comprese appunto tra Finale e il Muzzerone, altro mito che si erge alla fine della Liguria, oltre le 5 Terre.

I due autori (Christian Roccati e Fabio Pierpa) sono ben noti in area locale: Fabio Pierpaoli noto esponente dell'arrampicata nel ponente ligure, in particolare nel Tigullio che abbiamo molto apprezzato con il suo Di sasso, di sale, di sole e Christian Roccati, eclettico alpinista e scrittore ligure-valdostano anche lui cimentatosi con la guida di arrampicata L'altimetro segna zero.

Le 1000 vie, descritte molto bene dai due autori, sono comprese tra il Tigullio e la zona di Moneglia fino ad Arenzano, con l'entroterra del Turchino fino alla Benedicta, Gavi, l'alta Valle Scrivia e Aveto; i testi sono intelligentemente presentati in tre lingue: italiano, inglese e tedesco. 

Fonte: alpinia.net

La speleologia per grandi e piccini

Raccontare il mondo della speleologia ai più piccoli non è certo un compito semplice ma un team formato e attento ha raccolto la sfida e scritto quest’opera complessa nella sua semplicità e illustrata ed animata da disegni e fotografie.

Gli autori hanno competenze che sono complementari e il risultato è quello di un'opera simpatica e accattivante, Linda Griva competente appassionata di leggende e affabulazione, Marco Balestri esperto di Archelogia e paleontologia, Marco Frati valente speleologo, guida accompagnatrice e membro del CNSAS, Marco Marando grande conoscitore delle Apuane descrittore con libri ad esse dedicate e Consuelo Zatta brillante illustratrice per l'infanzia.

Un percorso di scoperta ed esplorazione per bambini curiosi e per adulti che vogliono approfondire la conoscenza di questo magico mondo.

Troviamo la speleologia raccontata in modo semplice ma non banale e l’esplorazione, nello specifico, delle grotte delle Alpi Apuane in un libro ravvivato inoltre da attività e giochi coinvolgenti.

Pensiamo che il risultato sia molto buono: appassionare i bimbi e i ragazzi è più difficile che con gli adulti, ma i risultati son ben più appassionanti...

Fonte: alpinia.net

Le nevi dell'Equatore

Le Nevi dell'Equatore è un libro storico che ripercorre le tappe dell'esplorazione dell'Africa Orientale e della sua colonizzazione, con le grandi spedizioni alla scoperta delle sorgenti del Nilo e dei Monti della Luna.
Queste ricerche sono culminate con la salita del Kilimanjaro, del Kenya e del Ruwenzori, le tre montagne più alte del continente africano.

Questo libro appassionante ci presenta le epopee di avventurieri, di negrieri e di veri esploratori, come Burton, Speke, Stanley e Livingstone, accompagnate dalle guerre di conquista, dagli sfruttamenti umani e materiali.

Il libro inizia con l'episodio del missionario tedesco Johann Rebmann che si gettò i ginocchio, lodando il Signore scorgendo, primo occidentale, la cupola innevata del Kilimanjaro; prosegue suddiviso in diverse sezioni: le prime esplorazioni nell'Africa orientale, dai Monti della Luna alle sorgenti del Nilo; passa poi al periodo della colonizzazione; analizza poi la corsa alla conquista del Kilimanjaro, ottenuta nel 1889 da Meyer e Purtscheller, dopo ripetuti tentativi.

Poi é descritta la conquista del Monte Kenya nel 1889 da parte dell'inglese Mackinder con gli italiani Ollier e Brocherel; infine la conquista della terza montagna d'Africa il Ruwenzori, ad opera del Duca degli Abbruzzi nel 1906, con Petigax e ancora Ollier e Brocherel.

Le Nevi dell'Equatore abbraccia un periodo storico che va dalla fine del '700 ai giorni nostri, ma non è solo la documentazione di alcune conquiste alpinistiche, bensì la storia di una parte di questo continente, che ha visto le popolazioni indigene vittime dei mercanti di schiavi prima, dei colonnizzatori, successivamente e delle drammatiche lotte intestine dopo la fine del colonialismo, con le terribili guerre tribali, non ancora cessate neppure oggi, purtroppo...

Fonte: alpinia.net

Mangart

La narrativa di montagna, libri o film, ha come primo argomento le imprese alpinistiche, è naturale, come secondo filone ha quello del giallo, o noir se si preferisce, l'intrigo poliziesco o spionistico.

Questo interessante Mangart appartiene alla seconda categoria, la vicenda non appare per nulla scontata e facile da interpretare fino all'ultimo capitolo: uno scalatore milanese introverso, che desidera passare il giorno di Natale su questo monte all'estremo nordest, che traccia il confine con la Slovenia, una spia iraniana inseguita da anni dai servizi segreti internazionali, un alto ufficiale traditore serbo, una vicenda sentimentale ingarbugliata tra un pilota di elicotteri, il suo meccanico e la ragazza indecisa tra i due, ecco gli argomenti che si intersecano in un labirinto apparentemente senza uscita.

La narrazione è molto brillante, con continui colpi di scena: l'intrigo internazionale si sovrappone a quello sentimentale e genera interesse costante nel lettore.

Anche se le vicende sono molto differenti, si possono trovare spunti di analogia in grandi film come Assassinio sull'Eiger e Cinque giorni un'estate, abbiamo letto parecchi libri di genere noir di montagna, ma questo si distingue totalmente da tutti quelli che lo hanno preceduto.

L'autore Andrea Gennari Daneri è il direttore responsabile dell'importante rivista dedicata all'arrampicata Pareti, con questo libro è risultato vincitore del 1° Premio Letterario concorso "Leggimontagna" 2012-sezione narrativa.

Fonte: alpinia.net

L'ultimo Rimen. Uomini e lupi in Val di Rhemes

Si parla molto del ritorno del lupo sui nostri monti: nell'Appennino non si è mai estinto e si vede sempre più spesso, nelle Alpi riappare qui e la, quasi un come un fantasma.

La sua figura elegante evoca nella gente sentimenti differenti, a volte persino opposti: si va dall'ammirazione e dall'amore di molti, specie di chi vive in città, che vede in lui un simbolo di libertà e di ritorno all'ancestrale ambiente naturale e chi, invece, se ne sente minacciato, specie chi in campagna ci vive e ci fa vivere i propri animali, prede naturali del lupo e che vede in lui un pericoloso antagonista.

Il lupo nei millenni si è sempre trovato in questa altalena di sentimenti opposti: intelligente e fiero abitatore dei boschi, o nemico implacabile e persino simbolo stesso del male che affligge l'uomo e perciò cacciato senza pietà fin o al punto della sua quasi totale estinzione.

In questo racconto, l'autore, membro accademico del GISM il Gruppo Italiano degli Scrittori di Montagna, narra di un lupo, un vecchio capo decaduto, che si viene a trovare in Valle di Rhemes, ai confini valdostani del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

La visione della vita attraverso i suoi occhi, si contrappone a quella di Virgilio, rude e bisbetico guardiacaccia di una riserva privata, proprio appena fuori dei confini del Parco.

In Virgilio c'è l'intolleranza per l'intruso, che non fa parte di quell'ambiente, della minaccia che esso può portare alla calma equilibrata dell'ambiente da lui controllato, per contro altre persone sono invece attratte dalle grazia e dal fascino del lupo.

L'autore mette nella lotta tra i due, la simbolica lotta per la sopravvivenza, con il conflitto interiore che il lupo finisce per generare nell'apparentemente spietato Virgilio.

Un piccolo libro dal grande contenuto, potremmo dire, presi anche noi dal fascino del lupo, ben consapevoli però il lupo, come l'orso, anche lui salito all'onore di molte cronache, non può essere solo una bella serie di fotografie o di prosaici sentimenti, è un essere vivente dalle grandi esigenze che va a inserirsi in un ambiente che spesso ha già molti problemi...

Fonte: alpinia.net